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Matrimonio americano

Tendenze, riti e folklore

Il matrimonio americano? Di grande tendenza. Avete presente i film in cui si vedono le damigelle in assonanza cromatica agghindate di tutto punto? Con decorazioni a tema e particolari che sfiorano il folklore? Ecco, è in grande voga.

La tendenza primaria riguarda i matrimoni all’aperto, in parchi, golf club, spiagge. Con cerimonia civile annessa, volendo. Ci sono degli imperativi di costume da rispettare. Ovvero, se matrimonio all’americana deve essere, lo sia con tutti i crismi!

matrimonio all'aperto

Sposarsi all’aperto – Credits: belmatrimonio.it

Sposarsi all'aperto

Sposarsi all’aperto – Credit: assodeifiori

 

Le damigelle dovranno essere vestite in colore coordinato e monocromo: molto di tendenza, il viola, il giallo, l’arancio, il rosa cipria. Possono essere tantissime e la sposa richiama i loro colori nel bouquet o con nastri da portare al polso.

damigelle

Damigelle – Credit: Belmatrimonio.it

Sta tornando in auge il corteo con piccole e deliziose bambine, accompagnate da paggetti. Qual è il loro compito? Lanciare i petali sul cammino della sposa, mentre il paggetto dovrebbe portare le fedi all’altare. Ma il rito dipende dal numero dei bambini: se avete una sola piccola damigella, precederà la sposa con il cuscinetto delle fedi; un maschio e una femmina cammineranno insieme, sempre davanti alla sposa; se il paggetto è insieme a due damigelle, le bimbe saranno in testa e il maschio dietro la sposa con gli anelli, mentre due coppie apriranno e chiuderanno il corteo nuziale. Qui ci si può davvero sbizzarrire: dai pois anni Cinquanta allo shabby chic, ogni spunto glamour o di costume è valido.

damigelle e paggetto

Damigelle e paggetto – Credit: matrimonioideale.it

Attenzione alle scarpe! La tendenza le vuole sempre più spesso colorate, con grande inclinazione verso il blu acceso, a sandalo o décolleté. Con la sostituzione di ballerine, da indossare dopo la cerimonia per ballare.

scarpe matrimonio

Scarpe da sposa blu – Credit: matrimonio.com

Le decorazioni della location dovranno essere in sintonia con il tema del matrimonio. Per questo, la figura del wedding planner ha preso così piede, per impostare matrimoni di questo tipo, che necessitano di un coordinamento complessivo. Il completamento perfetto è l’auto americana: una Cadillac Eldorado, una Ford Mustang, una Pontiac Firebird e farete svenire i convitati.

Ma a parte il folklore, che richiama davvero la filmografia internazionale, sono realmente affascinanti i riti che contraddistinguono la cerimonia.

In primis, il rito della sabbia: prevede che gli sposi versino insieme sabbia di colori diversi all’interno di un vaso. Le due tonalità sono il simbolo di due vite che diventano una sola e il vaso può essere conservato.

Rito della sabbia – Credit: matrimonio.com

Il rito dei nastri o handfasting è celebre nel Nord Europa e in alcune parti degli Usa, Irlanda, Gran Bretagna: i polsi dei futuri sposi vengono legati usando nastri di colori diversi, a rappresentare l’unione fisica e spirituale.

Il rito della luce o delle candele ha origini antiche, risale all’epoca pagana e vede i due sposi impegnati ad accendere insieme, per mezzo di due candele, quella più grande, simbolo del loro amore.

Rito di Luce – Credit: matrimonio.com

Uno dei riti più romantici è quello della rosa: rossa, sinonimo d’amore, viene donata da uno all’altro per collocarle sull’altare in un vaso comune.

Il rito dell’acqua prevede che gli sposi tengano in mano un bicchiere d’acqua in due colorazioni diverse per versarla in un recipiente più grande. Così, le due tonalità si mescolano prendendo una nuance completamente nuova, come due anime che cominciano una vita nuova insieme.

Infine, il rito del calore degli anelli. Si inserisce nella celebrazione del matrimonio prima dello scambio delle fedi: il sacchetto che contiene gli anelli nuziali viene fatto passare di mano fra i parenti e ognuno pronuncia il proprio augurio per gli sposi. Infine, il sacchetto arriva ai due promessi.

Trend e tendenze per il 2018

Romanticismo sensuale, un guizzo di Belle Epoque e tentazioni bohemienne

La scelta di un abito da sposa è indicativa di tratti precisi della personalità. Attraverso l’abito ogni donna rappresenta se stessa, il suo modo di comunicare con il mondo, le sue attitudini. Ad esempio, si dice che la sposa incline a un abito principesco sia particolarmente tradizionalista e sicura di sé, quella disposta a calarsi in un abito fasciante a sirena molto schietta e sensuale, colei che opta per il corto indipendente e svincolata dagli schemi. Per questo 2018, però, alcuni archetipi sono stati diluiti da incursioni stilistiche capaci di smontare il consueto.

Partiamo da un classico, imperituro: l’abito a sirena. Il nuovo mood sono maniche sottili, abbassate in modo da lasciare scoperta la linea delle spalle. Ampi spacchi si aprono sul davanti e sui fianchi, agevolando la camminata e rendendo l’insieme più fluido.  Altresì, la schiena diventa focale: visibile sotto la coltre trasparente del tulle, percorsa da punti luce e preziosi.

Al pari, anche il tradizionale abito da principessa accentua alcune sue caratteristiche, diventando un filo più esuberante: gonne voluttuose, strascichi lunghi, fiocchi posti a regola d’arte. Una voluta esagerazione delle doppiature pizzo tulle, a sancire il desiderio di portare nel giorno più importante il sapore della fiaba moderna. Ultimo dettaglio di stile: le maniche scampanate, importanti, calibrate su nuovi volumi.

Dagli anni Venti affiora un sentore Art Nouveau: punto vita scivolato, tessuti danzanti come le frange delle flapper girls, linee che fluttuano  con una propensione a fermare l’abito sui fianchi. L’effetto Charleston è un trend atipico che sorvola il 2018 insieme a un’altra attitudine: quella alla lunghezza midi, un po’ anni Cinquanta, con il ginocchio appena coperto da gonne a corolla, svasature morbide, asimmetrie.

Per chi cerca un’ispirazione bucolica, campestre, easy chic, l’incursione degli anni Settanta porta quell’attitudine alla leggerezza che si materializza in gonne scivolate con la complicità di organze, chiffon, garze, crêpe effetto drappeggio. Il quadro è vagamente impressionista, dà una sensazione eterea, potenziata da acconciature spettinate ad arte, raccolte in modo apparentemente imperfetto. Questo è il territorio in cui si esprime meglio il pizzo Chantilly, etereo e soave, votato alle trasparenze quasi aeriformi.

Un altro elemento in forte trend è la cappa: staccabile, lineare e capace di trasformarsi in velo atipico, dai connotati couture.
Le scollature a V trovano un nuovo repertorio geometrico, sprofondano come crepacci resi leggiadri dal decorativismo dei tessuti e dei pizzi; portano la sposa nel territorio vastissimo della sensualità senza rompere la liturgia romantica che la vuole evanescente e virginale.  Su questo fronte, continua a esistere una corrente minimalista: abiti sottoveste in raso,  chemisier a maniche lunghe, corpetti lisci su gonne ampie sostenute dalla struttura della duchesse. Semplici, nella loro perfezione, pronti ad accompagnare il “si” senza orpelli, con vigore e decisione.