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I semi-raccolti

La pettinatura ideale per chi ha chiome fluenti

Volete lasciare tutti senza fiato? E allora capelli naturali, semi-raccolti, in quel modo apparentemente disimpegnato ma in realtà studiatissimo!

I semi-raccolti sono in cima alla lista delle pettinature più desiderate il giorno delle nozze. Ma non temete: se state pensando che i vostri capelli non siano abbastanza lunghi o abbastanza folti, vi diciamo che esistono extention e posticci da usare per rinfoltire e allungare. L’importante, è il risultato finale!

Ciocche arrotolate ad arte su se stesse fino a formare rose di capelli; intrecciamenti che confluiscono dietro; mollette appuntate su ciocche che vengono spostate sul dietro, con effetto lievemente spettinato. Ci si può davvero sbizzarrire, con i semi- raccolti, sempre tenendo in considerazione la foggia del vestito!

E a venirci in aiuto sono i meravigliosi accessori per capelli. Piccoli rampicanti di cristallo e pizzo , fiorellini sparuti, ramages da portare sopra l’orecchio, perle che costellano la chioma: l’immaginario fiabesco si raccoglie qui, nelle pettinature semi raccolte che fanno sognare.

Molto classica, la chioma rigonfia e un po’ cotonata che lascia fluire i capelli dietro, con due ciocche libere sul davanti. Imperitura la treccia fluida da bellezza rinascimentale, con cristalli e fiori infilati nei punti di giunzione delle ciocche. Meravigliose le asole e i nodi fatti con i capelli, soprattutto se hanno meches bionde che enfatizzano la parte. Bellissima e molto naturale la scelta di tenere i capelli sciolti con la riga in mezzo – se sono lisci – spostandone una parte sul davanti e cospargendola di fiocchi bianchi.

Ricordate sempre che le onde e lo spostamento della chioma laterale ricorda molto attrici del passato come Veronica Lake, dando un effetto anni Quaranta, chic e raffinato. I torchon o le rose sono bamboleggianti. Il finto spettinato richiede capelli molto sani e lucenti, altrimenti l’esito sarà spettinato (senza finto). Chi ha capelli castani o scuri avrà un bel risultato cospargendo piccoli fiori sparsi, in contrasto con la chioma.

Siete pronte per una gallery di accessori fantastici?

Sposa d’inverno

Puoi osare ancora di più!

Sposa d’inverno. Quando il clima è più rigido ma tutto è più rarefatto, non ci sono i colori vivi della primavera e il bianco si contempera con l’aria, con gli sfondi, creando un’atmosfera ovattata. Prima di tutto, bisogna distinguere fra autunno e inverno!

L’autunno, più piovoso, lascia via libera a maniche lunghe e pizzo déco. L’inverno invece pone proprio l’accento sui tessuti, su un mondo di cappe, di cashmere, di stole, persino di piumini. Lo scorso inverno Moncler ha presentato una serie di piumini fitted, bianchissimi, super couture. E poi, le più anticonformiste possono giocare con gli accessori, con pezzi decisamente osé come la giacca o il chiodo  bianco di pelle.

Per le spose autunnali, una grande rentrée è il cappello: anche a larghe falde, se la mise è più bucolica. Di grande tendenza la cloche anni Venti, che  evoca sempre scenari preziosi da belle Epoque. Donnad

Ad esempio, alcuni abiti di Rosa Clara Couture per foggia si adattano perfettamente a questo accessorio. L’autunno è perfetto per le mantelle, per le lunghe maniche in pizzo, per il raso che ha un effetto scenografico meraviglioso ma è tessuto pesante. Per le maniche ampie come quelle che propongono Rosa Clara Couture e Blumarine. Per le mantelline eteree ma coprenti di Alessandra Rinaudo. Il bolero è un po’ agé. La tendenza imperante vuole più glamour da un lato e più romanticismo fresco dall’altro. Prendere il tessuto e creare rose da applicare sull’abito è una consuetudine che sta prendendo sempre più piede. Quindi, macro fiori sparsi, per contrastare la loro assenza nei prati. Ovviamente ton sur ton, a meno che non vogliate stupire con il contrasto cromatico.

Blumarine

Abito Blumarine

Rosa Clara Couture

Abito Rosa Clara Couture

Abito Alessandra Rinaudo

 

 

 

 

 

 

 

L’inverno permette invece di giocare di più, con il tricot delle lane, con i guanti, con le stole di faux fur (la pelliccia vera è stata bandita anche da griffe come Versace e Gucci). Le piume d’uccello, fluttuanti, sono un dettaglio couture che va per la maggiore e sono squisitamente invernali. Altro elemento da brina sono i cristalli sulle maniche e sul corpetto, come punto luce che cattura lo splendore del cielo. Gli abiti d’inverno sono spesso importanti, con volumi ampi e definiti, perché devono sostenere la parte sopra, la mantella, la cappa.  Anche guanti e scaldamani possono giocare un effetto scenografico, decorativo. La sposa invernale, di dicembre o gennaio, può osare anche colori da aurora boreale: delicati azzurri di velluto, rosa pallidi. E scegliere accessori più vistosi, come gli orecchini di cristalli.

Pronovias

Abito Pronovias

Jesus Peiro

Abito Jesus Peiro

Abito principesco con fiori di pizzo su tulle per Coral Simanovich

Lo stile da fiaba moderna della modella israeliana

Un abito da sposa in tulle e pizzo. Cosa c’è di più squisitamente classico eppure infinitamente poetico? Questo è l’archetipo che ha scelto Coral Simanovich, modella americana di origine israeliana di 26 anni che ha sposato il 30 maggio il calciatore del Barcellona Sergi Roberto, 23.

Coral Simanovich

Il matrimonio è stato celebrato in uno spettacolare giardino di Tel Aviv. I due si erano conosciuti su Instagram, lui aveva la fama di un rubacuori con frequentazioni audaci (la sua recente fiamma era la prosperosa Chantel Zales, 4 milioni e mezzo di followers legati senza dubbio a un décolleté che definire pleonastico è riduttivo), lei è una delle modelle più seguite di Spagna.

Ma cosa indossava Coral? Un meravigliosa abito di Pronovias, disegnato dal direttore artistico della maison, Hervé Moreau e realizzato a mano nell’atelier di Barcellona. Scollo a barca, in tulle con fiori di pizzo e organza di seta che si uniscono a una gonna ampia con strascico di due metri. L’abito è un ottimo compromesso fra romanticismo e sensualità ben calibrata.

L’acconciatura della sposa può essere considerata perfetta per il genere di vestito: i capelli lunghi e sciolti, appena trattenuti con due ciocche sul dietro, infatti, si compenetravano molto bene con le spalle scoperte e il décolleté in vista.

Vediamo insieme quali proposte Pronovias si avvicinano allo stile scelto da Coral, star della moda, quindi modello da seguire quanto a gusto e senso del glamour! Lo stile principesco dal sapore contemporaneo è uno dei più ammalianti, al momento, soprattutto per la possibilità di giocare con la poesia del tatuaggio in pizzo che rappresenta l’elemento onirico, sensuale, sottilmente provocante senza essere fuori luogo.

Vi suggeriamo qualche modello. Ad esempio Drisela, con applicazioni in pizzo che salgono lungo i fianchi fino ad avvolgere il corpetto creando il famoso effetto tattoo.

Ximela, con un corpetto scollato a cuore su cui spiccano le trasparenze del tulle incrostato di cristalli.

Diva, con una gonna forgiata nel tulle sovrapposto e un corpetto in pizzo chantilly e tulle ricamato. Incantevole, anche l’abito con corpetto di pizzo rébrodé.

Drisela - Abito in pizzo Pronovias

Drisela – Abito da sposa Pronovias

Ximela - Abito in pizzo Pronovias

Ximela – Abito da sposa Pronovias

Diva - Abito in pizzo Pronovias

Diva – Abito da Sposa Pronovias

 

 

 

 

 

 

 

Trovate tutto sul sito alla voce Pronovias

Le regole (poche) da osservare sempre!

Perché anche un matrimonio ha i suoi imperativi

Si chiama codice di comportamento. Ogni evento, occasione, happening ce l’ha. Sarebbe forse inopportuno chiamarlo “galateo”: potremmo definirlo un insieme di regole da osservare affinché tutto si svolga in modo perfetto.

Per prima cosa, parleremo degli ingressi in chiesa. Quello della sposa e quello dello sposo, perché nel clima di agitazione spesso vige l’anarchia più totale! E allora mettiamo i puntini sulle “i”! In primis, l’ingresso della sposa.

La sposa entra solo e unicamente quando tutti (ma proprio tutti) sono già nella chiesa. Testimoni e madre della sposa devono essere le ultime persone a entrare, dopodiché via libera alla protagonista. E non correte mentre solcate la navata, tanto lui non scappa! Incedete piano, dritte, serene.

arrivo sposa

Lo sposo. Tradizione vuole che venga accompagnato all’altare dalla madre prima dell’inizio della cerimonia. Spesso accade che gran parte degli invitati in quel momento sia sul sagrato della chiesa. Il risultato è che negli scatti fotografici la chiesa sembra semivuota! Quindi, qualcuno dovrebbe farsi carico di invitare le persone ad entrare in chiesa prima dello sposo, per poi lasciare qualche minuto all’attesa della sposa.

Altra domanda cruciale: chi toglie il velo, ammesso che ci sia, dal volto della sposa? Il padre o il futuro marito? Risposta corretta: il futuro marito! Affinché non ve lo ritroviate accartocciato sulla testa, chiedete ai vostri testimoni di sistemarvelo opportunamente. Ricordate che il velo deve valorizzare il vestito e la corporatura della sposa. Se l’abito ha maniche lunghe e volume nella parte inferiore del corpo, meglio un velo che si fermi alle spalle. Se invece le spalle sono scoperte e il vestito è lineare, si al velo lungo. Attenzione perché il velo molto lungo si confà di solito a stature piuttosto alte. Se invece avete un cappello con veletta, dovrete tenerlo per tutta la durata della cerimonia.

Le invitate potranno indossare un cappello SOLO se lo indossano anche la madre o la nonna della sposa. Altrimenti no, è un atto di maleducazione. L’abito delle invitate non dovrebbe MAI essere lungo prima delle 18. Si può fare una piccola eccezione al dress code per le cerimonie che prevedono ricevimenti serali. I colori da evitare? Il bianco, ovviamente perché ne ha la titolarità la sposa. Il rosso, troppo vistoso. Il viola, porta sfortuna. Il nero è funereo.

damigelle

Damigelle – Cedit foto: matrimonio.com

Per questi e altri dettagli sul codice vestimentario da cerimonia vi rimandiamo al prossimo post!

Il velo: da dove viene?

Ma soprattutto è la pettinatura che si adatta al velo? O viceversa?

Come diceva Franca Valeri nel celeberrimo “Il segno di Venere”, il velo “fa matrimonio”. Difficile rinunciarvi, perché è parte di una tradizione, di una liturgia…di un sogno. L’immagine di lui che vi scosta il velo dal volto è scolpita nell’immaginario di ogni potenziale, immaginaria o effettiva futura sposa!

Ebbene, è evidente che il velo cambia insieme al costume e alle modalità di portare i capelli. Se tralasciamo i matrimoni regali, o quelli delle celebs con gli occhi di mezzo mondo addosso, possiamo rilassarci e trattare la tematica non come se fosse questione di vita o di morte! Di certo, la modalità di portare il velo cambia a seconda dell’hair style: raccolto voluminoso, raccolto “sciolto”, treccia, capelli lunghi e fluenti.

Il velo può partire da metà nuca, valorizzando uno chignon rigido o morbido, può fare da coronamento al viso accompagnando i capelli sciolti, può svolazzare appeso a due morbidi torchon, può affiorare sotto una coroncina di fiori in pieno capo.

Vi diremo che gli ultimi beauty trend prediligono acconciature decostruite, capelli più informali, dallo spirito libero, non costretti in sagome fisse. Così, almeno, dichiara Salvo Filetti, Hair Designer di Compagnia della Bellezza. I capelli sciolti si prestano a un bel velo ricamato, le pettinature raccolte al velo basso.

Conta moltissimo la statura: una sposa alta si può permettere un lungo strascico, una sposa di statura media o bassa dovrebbe optare preferibilmente per un velo che arrivi massimo al punto vita. Altresì, le maniche e il volume dell’abito hanno la loro importanza: spalle scoperte e velo voluminoso si completano, le maniche lunghe trovano maggior complementarietà in una veletta o in un accessorio più morigerato.

Per chi di voi avesse curiosità di sapere da dove viene la tradizione del velo, due note storiche. I primi a utilizzarlo furono i romani, ma non bianco, anzi rosso, giallo, di color fuoco, infatti aveva il nome di Flammeum e veniva considerato di buon auspicio. In epoca medievale il velo inizia a stratificarsi e viene fermato sul capo con delle perline, portando alla sposa protezione dagli spiriti maligni e dalla negatività. Durante il Rinascimento viene spesso utilizzato nei matrimoni combinati, per celare il viso della sposa al futuro sposo. Con l’Ottocento, il velo si fa bianco, aderendo ai dettami della Chiesa cattolica che lo vuole simbolo di purezza e castità.

Fiori al polso

Et voilà le Corsage

In francese, significa “mazzolino”. Un piccolo bouquet di fiori da legare al polso, come un bracciale. La tradizione del corsage affonda le radici nella notte dei tempi: spesso i fiori venivano utilizzati per tenere lontani gli spiriti maligni. Con il tempo, l’uso di portarli al polso o addosso si è contemperato con le occasioni, le feste, le cerimonie, in senso propiziatorio.

Di solito, il corsage viene realizzato con fiori identici a quelli del bouquet della sposa e viene dato alle damigelle, se ci sono, o alle persone vicine alla futura moglie. Lo si vede spesso nei film americani, durante i balli di fine anno, perché rappresenta una sorta di liturgia celebrativa.

A volte sostituisce addirittura il bouquet, perché è più pratico, ma bisogna abbandonare timori e attaccamenti alla tradizione per osare un bracciale di fiori! In effetti il corsage è estremamente comodo, perché lascia le mani libere alla sposa, ma richiede una prova generale per evitare di trovarsi impacciate e non sapere in che posizione stare!

 

In secondo luogo, il bouquet da polso ha il vantaggio di poter essere realizzato anche autonomamente e con spirito molto creativo. Cosa serve?

Prima di tutto, i fiori “portanti”, quelli che spiccano. Devono essere pronti per aprirsi, in genere si usano cinque o sei boccioli di fiori idonei a reggere una giornata intera, ad esempio rose, orchidee, margherite, gigli, cymbidium.

Poi, vanno scelti i fiori “riempitivo”, ovvero quelli che danno completezza ed evidenziano i colori scelti: la cosiddetta “nebbiolina” (gysophila), le foglie di felce, l’eucalyptus.

Poi, il vero completamento è il bracciale, di solito un nastro ma altresì una polsiera di paillettes, un monile déco che costituisca una base per i fiori. L’unicità del corsage è che lo si può comporre con materiali diversi, ad esempio perle, pietre dure, nastri, tulle. Altresì fiori finti, di carta o seta.

 

Per mettere insieme il tutto servono nastro e filo da fioraio e un buon tutorial che mostri come posizionare i fiori, a che lunghezza tagliare il gambo, come annodare in maniera armoniosa. A proposito di originalità…vi proponiamo anche la borsetta di fiori. Ne parleremo nelle prossime puntate!

Make up della sposa: iniziamo dalle labbra!

Ecco il trucco perfetto per il giorno del sì

(secondo Cleo)

Chi, meglio della super blogger Cleo, può darci gli ultimi trend in materia di trucco e make up? Sposa fa rima con radiosa e le labbra devono essere eteree, ben tracciate ma naturali. Perfette per interpretare uno dei tormentoni del 2018, la nuance “nude”, ovvero color pelle. I veri esperti sanno come valorizzarlo, con ombre strategiche e tocchi di luce inseriti ad arte.

Per prima cosa, il rossetto nude può essere steso semplicemente o con l’aiuto di una matita che enfatizzi il contorno delle labbra grazie a una tonalità leggermente più scura (mi raccomando evitate il rigone evidente stile anni Novanta che ha messo Jade Albany alla prima di Inside Out, letteralmente micidiale!).

Il “rigone” antiestetico di Jade Albany – Credits blog.cliomakeup.com

Nel caso di una stesura semplice, il colore classico viene valorizzato da dettagli come una punta di un ombretto rosato shimmer al centro del labbro superiore!

Nel secondo, invece, si può fare un delicatissimo contouring, a patto che la matita sia appena più scura del rossetto, da sfumare poi verso il centro delle labbra in modo che appaiano più voluminose e definite.

Contourning – Credits blog.cliomakeup.com

Se volete essere spose esteticamente à la page vi diremo che le ultime tendenze prediligono rossetti dalle superfici glossy, quindi lucide, piuttosto che matt (opachi). Da evitare assolutamente i metallizzati, a un matrimonio sono fuori luogo.

Chi volesse uscire dal perimetro del nude e osare colori forti, il fucsia è molto bello su chi ha un sottotono freddo di pelle o chi desidera sbiancare otticamente i denti. Il rosso vivo? È consentito se l’abito è più austero o bamboleggiante perché su un vestito fasciante l’insieme risulterebbe eccessivo.

Rossetto rosso vivo – Credits blog.cliomakeup.com

Inoltre, se l’attenzione è sulla bocca gli occhi devono essere puliti, appena tracciati.

Come si riconosce il sottotono della pelle? Proviamo a darvi qualche indizio per scoprirlo. Se vi sta meglio l’oro piuttosto che l’argento, le vene del polso tendono al verde e avete la pelle scura e gli occhi verdi o nocciola è facile che abbiate un sottotono giallo/caldo. Se viceversa le vene del polso tendono al blu, vi sta meglio l’argento, se tendete a scottarvi quando vi abbronzate e avete pelle chiara e occhi chiari o neri, il vostro sottotono è probabilmente rosa/freddo. Infine, il sottotono è neutro quando non c’è prevalenza di rosa né di giallo. Perciò, non bisogna acquistare fondotinta che virano troppo al giallo o al rosa.

Le Mariage vince il Wedding Awards 2018

L’atelier premiato nella categoria Sposa e accessori

È con grande piacere e orgoglio che condividiamo con voi la vittoria del Wedding Awards 2018 nella categoria Sposa e accessori. Si tratta di un prestigioso premio organizzato dal sito web Matrimonio.com per riconoscere e celebrare i migliori professionisti del settore nuziale.

Anche quest’anno, come nelle quattro edizioni precedenti, sono stati gli sposi a scegliere tra oltre 52.000 candidati le migliori aziende e i professionisti più affidabili per l’organizzazione del giorno perfetto. Il concorso premia infatti esclusivamente il 5% delle aziende presenti sul sito che hanno ricevuto il maggior numero di opinioni positive in ogni categoria, considerando anche la continuità e la qualità del servizio da loro offerto.

“Per assegnare questi premi, non esistono migliori giudici delle coppie che hanno già organizzato le proprie nozze. Sono loro i grandi esperti che possono dare una reale valutazione ai professionisti a cui hanno affidato il grande giorno. Quello del Matrimonio è un giorno che, oltre a essere molto speciale, è per loro irripetibile, quindi è di vitale importanza che i professionisti ingaggiati facciano un buon lavoro. Questo riconoscimento rappresenta quindi la prova migliore per altre coppie che decidono di affidarsi a questi fornitori”, afferma Nina Pérez, CEO di Matrimonio.com.

Fare parte del ristretto gruppo di aziende premiate è per noi motivo di grande soddisfazione, perché ci “ripaga” per tutta la passione e l’attenzione al dettaglio che mettiamo nel lavoro di ogni giorno. Grazie di cuore a tutte le coppie che hanno voluto ringraziarci con il loro voto, continueremo a impegnarci per rendere perfetto ogni matrimonio!

Ecco la lista di tutti i vincitori: https://www.matrimonio.com/wedding-awards

Trend e tendenze per il 2018

Romanticismo sensuale, un guizzo di Belle Epoque e tentazioni bohemienne

La scelta di un abito da sposa è indicativa di tratti precisi della personalità. Attraverso l’abito ogni donna rappresenta se stessa, il suo modo di comunicare con il mondo, le sue attitudini. Ad esempio, si dice che la sposa incline a un abito principesco sia particolarmente tradizionalista e sicura di sé, quella disposta a calarsi in un abito fasciante a sirena molto schietta e sensuale, colei che opta per il corto indipendente e svincolata dagli schemi. Per questo 2018, però, alcuni archetipi sono stati diluiti da incursioni stilistiche capaci di smontare il consueto.

Partiamo da un classico, imperituro: l’abito a sirena. Il nuovo mood sono maniche sottili, abbassate in modo da lasciare scoperta la linea delle spalle. Ampi spacchi si aprono sul davanti e sui fianchi, agevolando la camminata e rendendo l’insieme più fluido.  Altresì, la schiena diventa focale: visibile sotto la coltre trasparente del tulle, percorsa da punti luce e preziosi.

Al pari, anche il tradizionale abito da principessa accentua alcune sue caratteristiche, diventando un filo più esuberante: gonne voluttuose, strascichi lunghi, fiocchi posti a regola d’arte. Una voluta esagerazione delle doppiature pizzo tulle, a sancire il desiderio di portare nel giorno più importante il sapore della fiaba moderna. Ultimo dettaglio di stile: le maniche scampanate, importanti, calibrate su nuovi volumi.

Dagli anni Venti affiora un sentore Art Nouveau: punto vita scivolato, tessuti danzanti come le frange delle flapper girls, linee che fluttuano  con una propensione a fermare l’abito sui fianchi. L’effetto Charleston è un trend atipico che sorvola il 2018 insieme a un’altra attitudine: quella alla lunghezza midi, un po’ anni Cinquanta, con il ginocchio appena coperto da gonne a corolla, svasature morbide, asimmetrie.

Per chi cerca un’ispirazione bucolica, campestre, easy chic, l’incursione degli anni Settanta porta quell’attitudine alla leggerezza che si materializza in gonne scivolate con la complicità di organze, chiffon, garze, crêpe effetto drappeggio. Il quadro è vagamente impressionista, dà una sensazione eterea, potenziata da acconciature spettinate ad arte, raccolte in modo apparentemente imperfetto. Questo è il territorio in cui si esprime meglio il pizzo Chantilly, etereo e soave, votato alle trasparenze quasi aeriformi.

Un altro elemento in forte trend è la cappa: staccabile, lineare e capace di trasformarsi in velo atipico, dai connotati couture.
Le scollature a V trovano un nuovo repertorio geometrico, sprofondano come crepacci resi leggiadri dal decorativismo dei tessuti e dei pizzi; portano la sposa nel territorio vastissimo della sensualità senza rompere la liturgia romantica che la vuole evanescente e virginale.  Su questo fronte, continua a esistere una corrente minimalista: abiti sottoveste in raso,  chemisier a maniche lunghe, corpetti lisci su gonne ampie sostenute dalla struttura della duchesse. Semplici, nella loro perfezione, pronti ad accompagnare il “si” senza orpelli, con vigore e decisione.