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Effetto Tattoo

Quanto può essere sensuale un abito da sposa?

La tendenza è di quelle potenti e audaci. Apparire avvolte nel tulle trasparente, con la schiena o le spalle coperte solo da trine sparse, in una sorta di bianco tatuaggio floreale, è decisamente una scelta coraggiosa. Ma affascinante. Cede il passo all’immagine angelicata della sposa per spruzzare su tanto candore un po’ di profumata sensualità. Di sicuro, l’effetto tatuaggio è molto artistico e di impatto certo, sia sullo sposo sia sugli invitati. Ma quali sono i modelli più in voga? E soprattutto, qual è la linea id demarcazione per non travalicare nell’eccesso?

Di solito, il ricamo è cucito su una base di tulle trasparenze e può essere più o meno rarefatto. Molto in voga, i modelli in tulle trasparente con una fila di bottoncini che percorrono la schiena, adornandola di ricami solo alle estremità. Perfetti con una pettinatura raccolta in quanto iper romantici e idonei a fisici longilinei. Altrettanto conturbanti, le decorazioni che sembrano poggiate sulle spalle nascondendo le spalline e armonizzando con la pelle, sempre grazie alla natura eterea del tulle che stende il suo velo sottile. Ad esempio, gli abiti con corpetto senza spalline ben si prestano a questo gioco di ricami solo sul fianco: in alternativa ai ricami, anche piccole roselline di tulle esercitano la stessa fascinazione. Sensualissimo, l’effetto tattoo sulle lunghe maniche strette che avvolgono il braccio fino al polso, solitamente fedeli compagni delle fogge a sirena.

Ma fino a dove si può spingere l’audacia della sposa? Dipende dalla personalità. Alcuni abiti spingono la gentile provocazione fino alla soglia del consentito, portando il ricamo a coprire solo le coppe del seno come una sorta di “conchiglia”.

Al fine di scongiurare liti selvagge con il futuro marito suggeriamo di non indossare (perlomeno nella navata di una chiesa) il modello che l’attrice e celeb spagnola Cristina Pedroche ha indossato l’ultimo San Silvestro e che ha richiesto più di 244 ore di lavoro per coprire il minimo indispensabile! Una tuta in voile di pizzo chantilly trasparente, che lascia il corpo completamente nudo coprendo solo alcuni punti strategici, nascosti con cristalli ricamati a mano!

In foto, alcuni modelli Valentini, Pronovias, Nicole.

Cristina Pedroche

Cristina Pedroche

Abito da sposa Nicole

Abito da sposa Pronovias

Abito da sposa Valentini

Trend e tendenze per il 2018

Romanticismo sensuale, un guizzo di Belle Epoque e tentazioni bohemienne

La scelta di un abito da sposa è indicativa di tratti precisi della personalità. Attraverso l’abito ogni donna rappresenta se stessa, il suo modo di comunicare con il mondo, le sue attitudini. Ad esempio, si dice che la sposa incline a un abito principesco sia particolarmente tradizionalista e sicura di sé, quella disposta a calarsi in un abito fasciante a sirena molto schietta e sensuale, colei che opta per il corto indipendente e svincolata dagli schemi. Per questo 2018, però, alcuni archetipi sono stati diluiti da incursioni stilistiche capaci di smontare il consueto.

Partiamo da un classico, imperituro: l’abito a sirena. Il nuovo mood sono maniche sottili, abbassate in modo da lasciare scoperta la linea delle spalle. Ampi spacchi si aprono sul davanti e sui fianchi, agevolando la camminata e rendendo l’insieme più fluido.  Altresì, la schiena diventa focale: visibile sotto la coltre trasparente del tulle, percorsa da punti luce e preziosi.

Al pari, anche il tradizionale abito da principessa accentua alcune sue caratteristiche, diventando un filo più esuberante: gonne voluttuose, strascichi lunghi, fiocchi posti a regola d’arte. Una voluta esagerazione delle doppiature pizzo tulle, a sancire il desiderio di portare nel giorno più importante il sapore della fiaba moderna. Ultimo dettaglio di stile: le maniche scampanate, importanti, calibrate su nuovi volumi.

Dagli anni Venti affiora un sentore Art Nouveau: punto vita scivolato, tessuti danzanti come le frange delle flapper girls, linee che fluttuano  con una propensione a fermare l’abito sui fianchi. L’effetto Charleston è un trend atipico che sorvola il 2018 insieme a un’altra attitudine: quella alla lunghezza midi, un po’ anni Cinquanta, con il ginocchio appena coperto da gonne a corolla, svasature morbide, asimmetrie.

Per chi cerca un’ispirazione bucolica, campestre, easy chic, l’incursione degli anni Settanta porta quell’attitudine alla leggerezza che si materializza in gonne scivolate con la complicità di organze, chiffon, garze, crêpe effetto drappeggio. Il quadro è vagamente impressionista, dà una sensazione eterea, potenziata da acconciature spettinate ad arte, raccolte in modo apparentemente imperfetto. Questo è il territorio in cui si esprime meglio il pizzo Chantilly, etereo e soave, votato alle trasparenze quasi aeriformi.

Un altro elemento in forte trend è la cappa: staccabile, lineare e capace di trasformarsi in velo atipico, dai connotati couture.
Le scollature a V trovano un nuovo repertorio geometrico, sprofondano come crepacci resi leggiadri dal decorativismo dei tessuti e dei pizzi; portano la sposa nel territorio vastissimo della sensualità senza rompere la liturgia romantica che la vuole evanescente e virginale.  Su questo fronte, continua a esistere una corrente minimalista: abiti sottoveste in raso,  chemisier a maniche lunghe, corpetti lisci su gonne ampie sostenute dalla struttura della duchesse. Semplici, nella loro perfezione, pronti ad accompagnare il “si” senza orpelli, con vigore e decisione.